Elio Bertolina ha, come sempre, saputo coinvolgere i ragazzi su un argomento apparentemente lontano: l’emigrazione dei Valtellinesi nel secolo scorso. Nel  suo libro “Lettere dall’Argentina” sono trascritte 63 lettere che Cecilia Noali, di Valfurva, ha scritto negli anni a casa, alla famiglia, dalla lontana Argentina.

Sabato 15 settembre Elio e Maria Pia Bertolina hanno presentato il loro ultimo libro ai ragazzi delle scuole medie di Valfurva.

L’assessore alla cultura Michela Bracchi ne ha consegnata una copia ad ogni alunno e numerosi ragazzi si sono poi pazientemente messi in fila per avere un autografo e una dedica dagli autori.

L’emigrazione italiana avvenuta nel secolo scorso è un argomento apparentemente distante dalle vite dei ragazzini di oggi. Riflettendo, invece, ci si rende subito conto che l’argomento è estremamente attuale:  quanti di noi vivono nello stesso luogo dove sono nati? Nel luogo dove genitori  e nonni sono nati e cresciuti? Quanti dei nostri genitori si sono spostati per lavoro, nel migliore dei casi, da un’altra regione italiana? E quanti giovani partono per cercare ancora oggi opportunità lavorative diverse in paesi europei anche in Australia o in America? Certo, oggi sono differenti sia i mezzi di trasporto che quelli di comunicazione: con qualche ora di volo e una spesa facilmente abbordabile si può raggiungere il proprio sogno e con altrettanta facilità si può anche tornare sui propri passi. Oggi per sentire vicini i propri cari basta un’immediata comunicazione via internet, un sms, una telefonata e addirittura una videochiamata. Ci si può sentire e vedere a distanza anche tutti i giorni. E oggi prima di partire si sa già cosa ci aspetterà.

Nelle parole di Elio e Maria Pia Bertolina, invece, si colgono tutte le fatiche del tentare la fortuna, la sofferenza del distacco, il desiderio di sentirsi ancora parte della comunità di provenienza. Tutti sentimenti vissuti da una generazione ancora vicina, non troppo lontana da oggi.

Durante la conferenza, Bertolina ha raccontato del viaggio che durava un mese e della necessità di saper leggere e scrivere per poter essere accolti nel nuovo paese. La comunità italiana si rincontrava in terra straniera e quindi nascevano nuovi matrimoni tutti italiani. Era semopre forte il desiderio di dare e ricevere notizie da casa e sulla vita della Valle, ma la posta aerea costringeva a riempire gli spazi di quella carta quasi trasparente con una calligrafia minuta per poter poter dire più cose col minor costo possibile. Estremamente utili erano gli insegnamenti ricevuti dai maestri elementari per poter impostare in modo corretto una lettera e grande era la fatica per mantenere il ricordo della lingua di casa. Tanta era la pazienza per attendere le notizie che tardano ad attraversare l’oceano di mese in mese.

Elio e Pia hanno saputo emozionare il giovane pubblico raccontando situazioni che sembrano così lontane, ma che in realtà sono di pochi anni fa.

  • Nel 2018 l’Associazione Culturale Valtellinesi a Milano ha assegnato a Elio Bertolina il “Lavegin d’Or”, riconoscimento assegnato a persone della Provincia di Sondrio che si siano imposte all’attenzione dell’opinione pubblica. Il premio gli è stato consegnato il 26 maggio scorso nella sua Valfurva.