Elio Bertolina, forbasco, sin dagli anni giovanili partecipa al Comitato Scientifico del CAI, studiando la cultura tradizionale del mondo della montagna. Da qui, il passo verso la sua Valle è breve. La cultura locale è sempre al centro dei suoi numerosi lavori: “Inventario dei toponimi”, “La disfortuna”, “L’incendio di Teregua nel 1869”, “Il Giro della Stella”, “Soprannomi di famiglia e di persona”, “Le stagioni cantate”, “Le opere e i giorni”, “Par rìar e par dabón”, “La Val di Ciurcégl’” (Alpinia ed. 2012), “A guardàr indré” (Alpinia ed. 2014), “Meglio tardi che mai”, “La mia ént, la nòsa ént”(Alpinia ed. 2017), “Lettere dall’Argentina” (Alpinia ed. 2018).


Maria Pia Gurini. Originaria di Valfurva come il marito Elio Bertolina, ne ha sempre appassionatamente condiviso l’opera volta a valorizzare la cultura e la tradizione delle vallate alpine con specifico riferimento alla natia Valfurva.


Elio Bertolina è costantemente animato da un profondo senso di appartenenza alla comunità della Valfurva, frutto dell’educazione ricevuta in famiglia e sui banchi di scuola. Con la pratica alpinistica degli anni giovanili e con la partecipazione al Comitato Scientifico del CAI presieduto da Giuseppe Nangeroni, trova l’opportunità di studiare da vicino le peculiarità della cultura tradizionale del mondo della montagna.

Dall’appassionata indagine sulla cultura delle vallate alpine, alla sistematica esplorazione del contesto della sua Valfurva il passo è breve.

Ad accelerarne l’attuazione c’è la certezza che solo la conoscenza può salvare un patrimonio a rischio di scomparsa. Inoltre Bertolina, operando per anni professionalmente nel campo del turismo culturale, verrà a contatto con le civiltà del passato, troppo spesso considerate espressione di mondi subalterni senza futuro. A partire dagli anni sessanta Bertolina dà avvio a una intensa azione di ricerca volta a recuperare sul campo alcuni degli elementi costitutivi dell’identità culturale della Valfurva.

Mentre procede con Mario Testorelli all’inventario della toponomastica locale, inizia anche la cinquantennale ricerca sul canto popolare. Questa ricerca porterà nel 2013 alla pubblicazione di “Le stagioni cantate” in cui sono presentati novanta brani, tutti, salvo otto, corredati di spartito.

In parallelo cura la trascrizione di quattro epistolari dimenticati nei cassetti di famiglia.
Nel primo, che vede la luce col titolo “La disfortuna”, presenta ventinove lettere scritte da un “soldato di cavalleria pesante” tra il 1885 e il 1889.
Nel secondo è raccolta la corrispondenza intercorsa tra il calzolaio migrante Compagnoni Battista e sua moglie Vitalini Prudenza, composta da 280 lettere datate dal 1887 al 1913.
Gli ultimi due epistolari (cinquantasei missive spedite da un sobborgo di Buenos Aires) raccontano la vicenda di Celestina Belotti e di Cecilia Noali dal 1924 al 1976.
Le ricerche sull’emigrazione stagionale dei scióbar (calzolai) e l’emigrazione permanente dei mericàni che varcavano l’Atlantico, portano l’autore alla scoperta delle drammatiche testimonianze sull’incendio di Teregua del 1869, pubblicate nel Bollettino 2006 del Centro Studi Storici Alta Valtellina. Poco dopo troverà  qui spazio anche la raccolta dei soprannomi di famiglia (sc’cutùm) e di persona (sornóm) in uso a Valfurva. Nei primi anni di questo secolo Elio Bertolina fonda l’Associazione Teregua che porterà al restauro della cinquecentesca chiesa della Santissima Trinità di Teregua. Negli stessi anni si fa promotore di una rubrica che dalle pagine de “La voce degli Anziani” continua a pubblicare “Le memorie del nostro passato”.

La cultura locale è al centro di altri due lavori dedicati rispettivamente alla tradizione natalizia de “Il giro della Stella” e alle voci verbali con cui il dialetto forbasco attraverso centinaia di differenti espressioni riportate nelle pagine di “Le opere e i giorni”, indica il gesto della manualità quotidiana nel mondo rurale alpino.

Dopo i 150 racconti che nelle pagine de La Val di Ciurcégl’ (Alpinia editrice 2012) tratteggiano il profilo identitario di una comunità in cammino, in A guardàr indré par traguardàr inànt (Alpinia, 2014) e in La mia ént, la nòsa ént (Alpinia editrice, 2017), il passato della Valfurva torna a farsi presente con nuove testimonianze e vecchie fotografie.

In Lettere dall’Argentina (Alpinia editrice, 2018), Elio e Maria Pia Bertolina, invece, colgono tutte le fatiche del tentare la fortuna, la sofferenza del distacco, il desiderio di sentirsi ancora parte della comunità di provenienza. Tutti sentimenti vissuti da una generazione ancora vicina, non troppo lontana da oggi.

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